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Vivere e Investire in Venezuela oggi
Vivere e Investire in Venezuela oggi
Per molti vivere e investire in Venezuela oggi potrebbe sembrare perfino un pessimo affare. I timori sulla politica economica del governo guidato da Hugo Chavez hanno creato sfiducia; anche se, in senso generale, i regolamenti per gli investimenti stranieri si mantengono inalterati e più del 70% dell’economia del paese sudamericano è tuttavia sotto il controllo di entità private.
La sua importante posizione geografica, insieme al clima tropicale, con una media annuale di 27 gradi centigradi, sono caratteristiche di grande attrazione, Con la viabilità terrestre distribuita in più di 65 mila chilometri quadrati di strade e un servizio di comunicazione moderno e di massa nell’area metropolitana, costituito dalla metropolitana di Caracas, permettono di garantire che il Venezuela ha moltissime potenzialità.
Il primo passo da fare, se si è interessati ad investire in Venezuela i propri risparmi in un determinato affare in Venezuela, è ottenere un visto, che si viene rilasciato ai commercianti, dirigenti, rappresentanti di aziende o di industrie e piccoli imprenditori stranieri, non immigrati, che si trasferiscono in Venezuela per realizzare attività commerciali, mercantili, finanziarie o altre attività d’affari nel contesto dei propri affari.
Questi visti dovranno essere richiesti presso le sezioni consolari delle ambasciate o presso gli uffici consolari della nazione. Per ottenere il visto, il requisito indispensabile è avere un passaporto valido insieme ad una lettera dell’interessato o dell’azienda, dove si indichi il motivo del viaggio. Una volta ottenuto il visto, che ha una validità di un anno, con il diritto a diversi ingressi durante la sua validità, anche se il periodo di permanenza permesso è di massimo sei mesi, senza proroghe, il secondo passo sarà la costituzione dell’azienda.
Attualmente il Codice di commercio del Venezuela permette le seguenti forme societarie: Nome collettivo; in Accomandita Anonima e a Responsabilità Limitata. Poi si sceglie il nome dell’azienda, che sembra un passo semplice, ma senza dubbio non lo è poi tanto, poiché è imprescindibile sottoporre all’approvazione del Registro mercantile della giurisdizione competente nel luogo dove si costituirà l’azienda, tre opzioni di nomi, in modo che sia assegnato quello che risulta disponibile.
Una volta che si sia definito il tipo di società e si è scelto il nome, il terzo punto è esibire il libro-registro tributario dell’azienda e per questo è necessario presentarsi presso il molto conosciuto SENIAT (iniziali di Servizio nazionale integrato di amministrazione doganale e tributario) ed ottenere il Registro d’informazione fiscale (R.I.F.) e il Numero d’identificazione tributaria (N.I.T.)
Dopo questi tre primi passi, ci si presenta presso la SIEX (sigla della Sovrintendenza degli investimenti stranieri) per ufficializzare il registro dell’investimento. Qui è importante chiarire che gli investimenti stranieri non hanno necessità di autorizzazione preventiva, ma di un registro successivo che dovrà essere richiesto dall’imprenditore nei sessanta giorni successivi alla data in cui si è iscritto nel Registro mercantile di riferimento.
A tutto ciò si aggiunge che i dividenti e gli utili che si ottengono, previo adempimento delle disposizioni del CADIVI sull’acquisto di divisa, possono essere inviati all’estero, senza limitazione alcuna e nella sua totalità, esenti da pagamenti di imposte sulle rendite.
In Venezuela esistono diversi modi di investire. Tra questi, le divise, come dire l’investimento in valuta straniera liberamente convertibile come apporto al capitale di un’azienda, ci sono anche i beni fisici e tangibili come strutture industriali, macchinari, attrezzature, ricambi, materie prime e prodotti intermedi; sono da considerarsi anche la capitalizzazione di plusvalenze provenienti da operazioni di credito o da prestazioni tecnologiche o da licenze ottenute e non cancellate; ma anche contributi tecnologici intangibii come marchi, modelli industriali, assistenza tecnica e conoscenza tecnica, con licenza o no, e infine la conversione del debito pubblico estero in investimenti.
Oltre alle varie modalità per investire in Venezuela esistono tre tipi di imprese nazionali, quelle in cui la somma dell’investimento straniero è inferiore al 20%; la mista, con un capitale straniero tra il 20% e il 49% e le aziende straniere, dove il capitale straniero è superiore al 49%.
Un altro passo che si deve conoscere è l’iscrizione delle imprese presso l’istituto di previdenza sociale nazionale. I regolamenti indicano che ogni azienda che abbia perlomeno un lavoratore venezuelano dovrà essere iscritta all’Istituto di previdenza sociale venezuelano (IVSS). L’iscrizione deve essere realizzata dall’amministratore dell’azienda entro i tre giorni successivi dall’inizio del rapporto di lavoro. Nel caso in cui l’azienda non effettui l’iscrizione, il lavoratore può compilare e presentare un formulario presso uno degli uffici amministrativi con i documenti corrispondenti che dimostrano la sua relazione di lavoro con l’azienda e si procederà alla sua iscrizione.
Di seguito, si effettuerà l’iscrizione dell’azienda presso l’INCE (Istituto nazionale per la cooperazione educativa), che è un tributo parafiscale obbligatorio per i datori di lavoro e per i lavoratori che è regolamentato dalla Legge dell’Istituto Nazionale per la Cooperazione Educativa.
Il contesto politico del paese sicuramente preoccupa, a volte a ragione, gli investitori. Ciò nonostante, la stabilità politica del governo presieduto da Hugo Chavez Frias si mantiene e nonostante nella ricca nazione petrolifera ci sia stata una recessione nel 2009, la situazione è migliorata leggermente in questa prima parte dell’anno e offre un buon clima per investire in Venezuela. Secondo la Banca Centrale il Prodotto Interno Lordo ha subito una diminuzione del 5,8% nel primo trimestre, si è però recuperato notevolmente nel secondo semestre. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha proiettato una crescita del settore pubblico venezuelano del 1,3% per il 2010, in linea con il bilancio pubblicato nell’informativa delle Prospettive economiche per l’America Latina ed i Caraibi, emesso dall’organismo finanziario.
Il bilancio del settore pubblico, calcolato sulla base del PIL, riflette nelle sue proiezioni che il Venezuela sarà l’unico paese sudamericano ad offrire cifre positive di questo indice nel 2010, il paese che segue è la Bolivia con uno 0,3% e l’Uruguay, paese per il quale l’FMI prevede una diminuzione dello 0,9% nel bilancio per il settore pubblico.
Le reticenze rispetto a investire in Venezuela probabilmente continueranno; però almeno l’ordinamento giuridico per investire in Venezuela sembra accertato e funziona per molti imprenditori che hanno avuto la lungimiranza di investire nelle aree meno inflazionate ed oggi approfittano dei guadagni ottenuti in un paese dove il petrolio continua ad essere la principale fonte di ingressi.




