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Documenti biometrici: la grande truffa
Documenti biometrici:la grande truffa
di Scott River
Bin Laden ha cambiato identitá? Questa ipotesi diventa ogni giorno piú reale. Nel libro-reportage ¨Cambiare identitá. É possibile, ecco le prove.¨ edito da Expats Ebooks www.expatsebooks.com, tra realtà e futurismo, viene spiegato come avrebbe fatto. Nel nuovo mondo tecnologico, dei documenti biometrici ed elettronici, è ancora possibile cambiare identità e burlare i più avanzati sistemi di sicurezza? Si lo è, e in mille modi come lo ha dimostrato Giovanni Caporaso nel libro che gli é costato una denuncia da parte delle autoritá brasiliane.
ma non sempre é necessario ricorrere a escamotages e tecnologia, Sue Reid, una giornalista inglese del Daily Mail, ha provato a testare l’efficienza dei controlli doganali inglesi fornendosi di un passaporto falso di alcuni Paesi Europei e provando ad entrare in Gran Bretagna sotto falsa identità. Inizialmente si è procurata, a Londra, da un suo contatto di etnia africana, tre passaporti falsi, italiano, francese e portoghese ad un costo di circa 1200 sterline ognuno. I documenti le sono stati consegnati per posta appena due giorni dopo aver fornito le fototessere e le infomazioni relative alle sue caratteristiche fisiche. Sue Reid ha nuovamente inviato i passaporti a casa di un amico residente nel nord della Francia volendo provare ad entrare con quegli stessi documenti sulla tradizionale rotta migratoria che dalle coste francesi tenta di approdare a quelle inglesi. Ha preso un traghetto da Calais. Destinazione Dover. A un controllo dell’immigrazione inglese il passaporto utilizzato,italiano, benchè leggermente diverso da quelli originali, non ha destato alcun sospetto. Il nome falso, Susanna Brown, è stato solamente registrato in un computer senza che il documento venisse controllato elettronicamente. All’arrivo a Dover tre uomini in divisa hanno controllato a vista i passeggeri ma senza richiedere i documenti. Una volta entrata in Inghilterra sotto falso nome avrebbe potuto ottenere svariati benefici tra cui assistenza sanitaria gratuita, sussidi economici e anche aprire un conto in banca. Effettivamente se chi è quotidianamente impiegato a controllare passaporti non rileva un documento fasullo nessuno si stupisca se una, banca, un centro di collocamento o un qualunque altro ufficio statale lo prenda per originale. Senza contare ovviamente tutti i pericoli inerenti al terrorismo che una tale situazione può generare. Quotidianamente oggi in Europa vengono fabbricati centinaia di passaporti falsi, questo permette a persone provenienti da tutto il mondo di spacciarsi per cittadini europei. Solitamente dall’Africa francofona ci si procura un passaporto francese, in Brasile si diventa portoghesi, in Sud America spagnoli e infine in Russia si fabbricano passaporti danesi. La polizia di Scotland Yard conosce piuttosto bene questo genere di contraffazioni e ritiene che nella sola Londra siano attivi circa 170 bande di 22 nazionalità differenti dedite a queste attività. Solo recentemente è stata arrestata a Londra una donna russa accusata di sfruttamento della prostituzione, in possesso di 27 passaporti falsi europei, utilizzati per l’ingresso delle ragazze russe in Gran Bretagna.
Come se non bastasse, Sue Reid ha provato infine ad entrare in Inghilterra attraverso il canale della manica via treno. Partenza da Parigi con destinazione Londra. Gli agenti della polizia francese preposti al controllo dei documenti nonostante abbiano sospettato una contraffazione si sono arresi di fronte alla mancanza di prove. Se da una parte la tecnologia ha aiutato a rendere i controlli doganali più efficaci di un tempo, pare che la stessa venga oggi utilizzata anche da chi ha intenzione di aggirare la legge, aprendo un inquietante interrogativo sulla sicurezza delle nostre frontiere. Come difendersi allora dal terrorismo se i sistemi di controllo fanno acqua? E chi ci difende dallo stato che controlla tutti i nostri passi?
il libro di Giovanni Caporaso contiene anche tutti programmi di residenza e secondo passaporto legale e dei paesi inesistenti e/o non riconosciuti.




